Con l’arrivo della primavera si avvicina anche la stagione delle dichiarazioni dei redditi. Il Modello 730/2026, relativo all’anno d’imposta 2025, presenta alcune importanti novità che riguardano milioni di lavoratori dipendenti e pensionati in Italia. Ecco una guida pratica per orientarsi.
Cos’è il Modello 730 e chi può presentarlo
Il Modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata, riservata a lavoratori dipendenti, pensionati e ad alcune categorie assimilate. Il suo principale vantaggio è la rapidità del rimborso: l’eventuale credito IRPEF viene erogato direttamente in busta paga (luglio per i dipendenti) o nella rata pensionistica (agosto-settembre per i pensionati).
Possono presentare il 730/2026 anche i contribuenti che, pur non avendo un datore di lavoro sostituto d’imposta, hanno percepito redditi di lavoro dipendente, pensione o assimilati nell’anno 2025.
Le novità del 730/2026: IRPEF a tre aliquote
La principale novità strutturale riguarda la riforma delle aliquote IRPEF, resa definitiva dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e pienamente applicabile al periodo d’imposta 2025:
- 23% sui redditi fino a 28.000 euro
- 35% sui redditi da 28.001 a 50.000 euro
- 43% sui redditi oltre 50.000 euro
Si tratta di un passaggio da quattro a tre scaglioni, con l’accorpamento del primo e del secondo scaglione. Per i redditi più bassi, la misura si traduce in un risparmio fiscale concreto rispetto al regime previgente.
La “somma integrativa” per redditi fino a 20.000 euro
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto anche una nuova somma integrativa per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a 20.000 euro. Si tratta di una somma aggiuntiva in busta paga, non imponibile ai fini IRPEF, calcolata applicando una percentuale al reddito da lavoro dipendente:
- 7,1% per redditi fino a 8.500 euro
- 5,3% per redditi tra 8.501 e 15.000 euro
- 4,8% per redditi tra 15.001 e 20.000 euro
Questa misura si affianca al trattamento integrativo già in vigore (ex bonus Renzi), che rimane confermato per i redditi fino a 15.000 euro.
Detrazioni per carichi di famiglia: cosa cambia
Dal 2025 le detrazioni per i figli a carico sono state ulteriormente rimodulate a seguito dell’estensione dell’Assegno Unico Universale. In linea generale:
- Le detrazioni IRPEF per i figli sotto i 21 anni sono state assorbite dall’Assegno Unico e non compaiono più nel 730.
- Rimangono le detrazioni per i figli a partire dai 21 anni non autosufficienti o non economicamente indipendenti.
- Restano invariate le detrazioni per il coniuge a carico e per gli altri familiari a carico conviventi.
Principali oneri detraibili e deducibili: il quadro aggiornato
Anche nel 730/2026 rimangono detraibili al 19% le principali spese sostenute nel 2025, tra cui:
- Spese mediche e sanitarie (con franchigia di 129,11 euro)
- Interessi passivi su mutui per l’acquisto dell’abitazione principale
- Spese di istruzione (università, asili nido, scuole paritarie)
- Premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni
- Erogazioni liberali a ONLUS, enti del Terzo Settore e partiti politici
- Spese veterinarie (nei limiti previsti)
- Spese funebri
Attenzione: per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro, le detrazioni sono soggette a una riduzione progressiva introdotta dalla riforma fiscale.
Superbonus e bonus edilizi nel 730/2026
Chi ha effettuato lavori edilizi agevolati negli anni scorsi può continuare a riportare le rate di detrazione spettanti. Nel 730/2026 si indicano le quote annuali relative a:
- Superbonus 110% (rate residue per lavori completati entro i termini)
- Bonus ristrutturazioni (50% o 36% in base all’anno)
- Ecobonus per riqualificazione energetica
- Bonus mobili (nel limite aggiornato di 5.000 euro)
Le scadenze del 730/2026
Le date da segnare in agenda per la presentazione del Modello 730/2026 sono:
- 30 aprile 2026: apertura del 730 precompilato sul portale dell’Agenzia delle Entrate
- 30 settembre 2026: termine per la presentazione tramite CAF, professionisti abilitati o in autonomia
Il 730 precompilato: conviene usarlo?
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il modello precompilato con i dati già in suo possesso (redditi da lavoro, pensioni, mutui, spese sanitarie trasmesse dalla tessera sanitaria). È possibile accettarlo così com’è oppure modificarlo.
Tuttavia, il precompilato non sempre è completo: alcune detrazioni — come quelle per spese non transitate dal sistema sanitario nazionale, contributi a fondi pensione, o canoni di locazione — devono essere inserite manualmente. Per questo motivo, affidarsi a un professionista abilitato garantisce il massimo della correttezza e la certezza di non perdere deduzioni e detrazioni spettanti.
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