Integrativa speciale: niente interessi e sanzioni a chi “corregge” le dichiarazioni

Con la nuova dichiarazione integrativa speciale prevista dal decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2019, niente interessi e sanzioni a chi “corregge” le dichiarazioni degli anni dal 2013 al 2016, ovvero quelle presentate entro il 31 ottobre 2017. L’integrativa speciale deve essere presentata entro il 31 maggio 2019. Tutti i vantaggi, confermati dal CNDCEC.

Le norme contenute nel decreto fiscale (D.L. n. 119/2018) collegato alla legge di Bilancio 2019 sono in vigore dal 24 ottobre e contengono molte novità per i contribuenti. Particolare attenzione ha suscitato l’introduzione della nuova dichiarazione integrativa, un meccanismo simile a quello disciplinato dall’art. 2, comma 8, D.P.R. n. 322/1998 – per la correzione degli errori ovvero delle omissioni in materia di imposte dirette, IRAP e dichiarazioni dei sostituti d’imposta per la correzione degli errori ovvero delle omissioni.
La nuova Integrativa è di sicuro appeal per il risparmio fiscale dei contribuenti, ancor più dopo le affermazioni del CNDCEC che ha verificato la convenienza a utilizzare questo strumento, giungendo alla conclusione che si avrà con “l’integrativa speciale fino a 12.000 euro di imposte in meno per ogni singolo anno”.

Le novità della dichiarazione integrativa speciale sono contenute nell’art. 9 del decreto fiscale, il cui testo ha subito alcune modifiche, rispetto la prima formulazione prevista.
La nuova Integrativa permetterà di correggere errori o omissioni e integrare le dichiarazioni presentate sino al 31 ottobre 2017, non prevede interessi e sanzioni; e il contribuente sui maggiori imponibili che emergono – dalle modifiche apportate alle dichiarazioni originarie – sconterà solo un’imposta sostitutiva, in luogo delle imposte ordinarie previste nelle “normali” dichiarazioni integrative.